Stare bene

Eva Riccobono: fino a tre anni si deve allattare

Comments (20)
  1. Mammachebrava ha detto:

    L’allattamento al seno è un’esperienza bellissima che consiglio a tutte le mamme…e non ci sono limiti di tempo..ogni mamma conosce il momento giusto sia per lei che per il suo bambino per smettere di allattare… ma addirittura allattare fino a tre anni!!! Concordo…lo trovo sbagliatissimo!!!
    A presto
    Teresa

    1. Valentina Piccini ha detto:

      Vedi, io la penso come te: se puoi e vuoi bene, ma intanto:
      -non permetterti di dire che chi non allatta lo fa per faciloneria
      -non pensare che tuo figlio non campi senza il tuo late (ci sono mamme che cadono in depressione se perdono il latte, perchè il pensiero dominante è questo)
      -non essere troppo sicura del futuro perchè cavolo ne sai che allatterai tre anni? Diciamo che vorresti, ma non è certo
      -Se proprio devi mostrare il tuo amore per l’allattamento, non fare tutte ste foto pubblicitarie con te vestita in maniera stupenda e tuo figlio nudo che prende il latte. Fallo privatamente perchè, come sostieni, dovrebbe essere un momento di legame ed intimità

  2. manu ha detto:

    Alla faccia di chi non giudica… mi sembra che la modella abbia detto dati di fatto, tutti i mammiferi allattando, strano che solo la specie umana fa così fatica… se in questa frase uno ci vede un giudizi forse dovrebbe guardarsi dentro e elaborare i propri sensi di colpa invece di dare del perverso ad un atto naturale (a ma quello non è un giudizio…)

    1. Valentina Piccini ha detto:

      E’ un giudizio eccome.
      Riguardo alla questione mammiferi, se fossimo come TUTTI i mammiferi lasceremmo fuori di casa i nostri figli appena autosufficienti. Non siamo come tutti i mammiferi. Non dobbiamo pensare solo a crescere la prole e a riprodurci.

      In merito ai sensi di colpa, QUESTO mi sembra un giudizio. Fortunatamente non ne ho perchè non penso che crescere un figlio sano e felice passi necessariamente da una tetta (e comunque 6 mesi di allattamento per tre volte me li son fatta eh, ma che incubo…)

  3. federica ha detto:

    Condivido in pieno quanto detto da Eva riccobono,io i suoi 1000€ li vinco di sicuro: sono già a quota 2 anni e 6 giorni che allatto felicemente la mia bimba senza mai una ragazza,una mastite od un dotto ostruito..manco la candida mi è mai venuta e nemmeno una “giunta” ( in realtà si dici AGGIUNTA) ho mai dovuto dare ad elenuccia Mia! Ho avuto culo? Si,decisamente e me ne vanto ma me lo merito tutto perché con paolino,il mio primo figlio ho sbagliato tutto quanto: bimbo nato con cesareo d’urgenza,( presentazione podalica) nato molto piccolo (iposviluppo diagnosticato dall’inizio della gravidanza) tenuto al nido immaturi per 3 giorni, ovviamente nutrito a LA a mia insaputa,qdo finalmente ci ricongiungiamo non ne vuol sapere di attaccarsi,molto pigro e svogliato
    Consigli sbagliati.da subito: ciuccio per non farlo piangere, biberon con aggiunta e prescrizione di LA alle dimissioni da H. Nel giro di un mese il mio allattamento era bello che fallito!
    A distanza di 10 anni,durante la gravidanza per la mia seconda,ho iniziato a documentarmi e solo dopo ho capito tutti gli.errori che ho fatto,compreso quello,più importante di.non alzare la mano per farmi aiutare!solo con l’informazione e la mia voglia di capire,conoscere per non farmi nuovamente fregare,ho potuto avviare un ottimo allattamento senza nessun disguido o problema e notare che pure io non ho schiavi che lavorano per me,mi alzò tutti i giorni alle 7,per andare a lavorare prendo il treno,arrivo già stressata in ufficio,ovviamente mi mancano mesi di sonno perché di notte allatto ogni volta che elena fa bhe,io me la attacco al seno,pertanto la mattina dormirei volentieri ma non posso.
    Mi sono tirata il latte per 7 mesi ogni santo giorno per poter garantire alla bimba il suo nutrimento anche qdo ero al lavoro,è stato faticoso ma l’ho fatto per lei. Non biasimo le mamme che hanno allattato poco e che hanno smesso al rientro al lavoro,non le critico ma mi dispiaccio per loro perché semplicemente non hanno avuto i giusti consigli.
    So già come spendere i suoi 1000€,a prestissimo!!!

    1. Valentina Piccini ha detto:

      Cara Federica, quello che mi spaventa delle persone che allattano a lungo è proprio la frase che hai usato tu: “garantire a mio figlio il nutrimento”. Il nutrimento di un figlio non è solo il latte materno, quindi se si può e si si vuole allattare bene, altrimenti oggi ci sono valide alternative. Pensa che quando ho visto mia figlia (la terza) dopo tre giorni, al Bambino Gesù mi hanno detto di lasciar proprio perdere l’allattamento, garantendogli comunque il colostro nei primi giorni e tuto ciò che riuscivo a tirarmi. Però ci sono situazioni in cui (come dici te nel caso del primo figlio) l’allattamento è difficile e spiacevole e dobbiamo avere il diritto di rinunciare che senza che nessuno ci dica che facciamo mancare il nutrimento ai nostri figli.

    2. Valentina Piccini ha detto:

      Ps. Il termine “aggiunta” o il termine “giunta” sono sinonimi e in questo mi permetto di essere perentoria visto che scrivere è il mio lavoro (allattare no)

  4. Daniela ha detto:

    Cara giornalista, l’ ultimo commento se lo poteva risparmiare, a 3 anni ci si arriva, a meno che il bambini non si stacchi da solo prima, si chiama allattamento “a termine” ed é la cosa più normale del mondo!

    1. Valentina Piccini ha detto:

      Cara Daniela, grazie per la giornalista ma non lo sono e come tale credo di poter esprimere la mia misera opinione nel mio blog. A tre anni ci si arriva in molti casi, ma si deve essere fortunate e in un anno e mezzo possono subentrare tante cose: stanchezza, impegni professionali, ecc. L’affermazione della modella per me è data dalla “fortuna” di avere solo un bambino a cui badare e potersi prendere i suoi tempi ma chissà, magari potrebbe anche restare incinta e dover smettere chissà… io sono abituata a non far previsioni a lungo termine.
      Baci

  5. Stefania Battaglia ha detto:

    Sono ostetrica e mi sento di appoggiare completamente quanto detto da Eva. Il latte artificiale e’ cibo, ma non equivale nemmeno in minima misura al latte materno (e’ come paragonare la dieta mediterranea con i fast food). E in quanto a perversione, allattare un bambino finche’ lo desidera significa mettersi a sua disposizione, prestargli ascolto e rendersi conto che i tempi della societa’ non per forza sono i suoi. Le donne, tutte, non solo le top model, possono allattare, ci vogliono solo alcuni ingredienti: un seno, un bambino sano, la voglia e la capacita’ di chiedere aiuto alle persone giuste (mastiti e ragadi si risolvono molto rapidamente, se ci si tivolge ad una consulente dell’allattamento). Nel mio lavoro assisto spesso a mamme che ricevono informazioni sbagliate, ma purtroppo la maggior parte semplicemente non ha voglia di faticare (allattare al seno significa non avere orari e lasciarsi guidare dal proprio bambino, non da pediatri, parenti o estranei che straparlano, vuol dire fidarsi del proprio corpo ed essere consapevoli che il nutrimento che il proprio bambino riceve se lo si allatta e’ ineguagliabile)… Questo non significa affatto che chi non allatta o non allatta a lungo sia una cattiva madre, anzi. Spesso pero’ ci si nasconde dietro false verita’…lei e’ piu’ fortunata, ho un bambino difficile, mi si rovina il seno. A volte, basta ammettere a se stesse “non ne ho voglia, non sono disposta ad essere dipendente dal mio bambino, anche se so che sarebbe utile”. Trasparenza verso se stesse credo sia la base, senza provare a puntare il dito contro chi allatta, faticando e informandosi. Essere madri non dipende da come si allatta, pero’ coerenza ed informazioni sono alla base di una societa’ civile. Un abbraccio a tutte le mamme.

    1. redazione ha detto:

      Sono pienamente d’accordo con te, ognuna dovrebbe poter ammettere quel “non ho voglia” senza sentire la pressione di dover per forza allattare. Non è vero però che non si allatta solo per voglia o per disinformazione. Questo discorso, che è lo stesso della Riccobono, lo trovo molto discriminante. Te lo dico da mamma che ha allattato tre volte in vita sua e che ha visto mamme cadere in pesanti depressioni perchè non ci riuscivano, nemmeno frequentando regolarmente il corso post-parto con medici e ostetriche.

  6. lucia ha detto:

    Tutte le madri vorrebbero allattare, ma non tutte ci riescono per vari motivi fisici e psicologici, in entrambi i casi va rispettata la decisione presa. Un figlio ha bisogno soprattutto di serenità e di senso di adeguatezza intorno a sé e non passa tutto solo attraverso il cibo. Chi vuole allattare fino a tre anni lo faccia pure, buon per chi si trova nelle condizioni per riuscirci, chi non ci riesce però non deve essere messo nelle condizioni di sentirsi in colpa e/o di provare invidia per chi ci riesce. Esasperare la campagna per l’allattamento al seno mi sembra controproducente poiché spinge a un modello di ” mamma perfetta” con conseguenze psicologiche a volte negative per chi non riesce a raggiungere tale “perfezione”. Ci sono donne che non riescono ad avere bambini, colpevolizziamo anche loro? Far crescere bene un figlio richiede amore e tanta energia …che non va sprecata inutilmente.

    1. redazione ha detto:

      Esatto, non sempre le energie possono essere convogliate nell’allattamento (parlo da mamma che ha allattato, ma come fosse un incubo). Ognuno deve poter fare quello che si sente, perchè il figlio è suo e il seno pure. In effetti s

  7. Stefania Battaglia ha detto:

    Parlo unicamente per mia esperienza personale: tutte le donne possono allattare e superare brillantemente difficolta’ se non hanno determinate malattie (la depressione e’ una malattia che coesiste con l’allattamento, ma che quasi mai ne e’ una conseguenza) e se hanno un bambino sano. Purtroppo, pochissime vogliono allattare, perche’ farlo e’ dura ed e’ proprio quanto di piu’ lontano dall’idea di donna perfetta (occhiaie, sonno salutato, peso perso piu’ lentanente non sono affatto sinonimi di perfezione, per la nostra societa’…purtroppo appare migliore la mamma col biberon, magra e riposata…Sono consaoevole che si tratta di stereotipi, ma su questi spesso si fonda la decisione di allattare o meno). Rimango fermamente convinta che ogni donna debba scegliere serenamente come nutrire suo figlio e che il tipo di allattamento non determina la bravura di una madre. Mi permetto pero’ di reagire negativamente a tutte le informazioni che fanno passare il latte artificiale come un equivalente del latte materno o che dipingono l’allattamento al seno come un incubo o come un sogno irrangiugibile alle donne che lavorano. Se si vuole, e se ci si fa aiutare, si puo’. Se non sivuole, e’ giusto poterlo dire e affermarlo a gran voce, ma non passando messaggi, a mio parere, un po’ drammatici. Concludo dicendomi molto dispiaciuta per coloro che si sono sentite sotto pressione e che nom hanno vissuto serenamente questo periodo: una brava consulente dell’allattamento sostiene la mamma, indipendentemente dalla scelta che ella aitonomamente decide di portare avanti. Un abbraccio a tutte voi, mamme.

  8. lucia ha detto:

    Per esperienza è vero il contrario, chi non riesce ad allattare ( le balie esistono da sempre, vuol dire che un rimedio all’allattamento assente esiste da un po’) e vede l’allattamento come una meta irraggiungibile piange e si dispera : tutte le madri vorrebbero allattare anche quelle che lavorano, soprattutto quelle! Ci sono campagne per l’allattamento che descrivono le madri come ha fatto lei: delle “sfaticate” che hanno paura di perderci “esteticamente” qualcosa. Delle centinaia che ho conosciuto nessuna si è mai avvicinata a questo modello e non ho mai sentito dire da un neo genitore che il latte artificiale sia migliore di quello naturale ( sarò stata fortunata?). Il latte artificiale esiste e, per fortuna, aiuta là dove non si può fare diversamente e tra le tante pubblicità ingannevoli devo dire che quelle relative al latte sono poco incalzanti. Ho visto invece madri disperate che si sentivano in difetto verso i figli perché non avevano latte e sentirsi dire costantemente le seguenti frasi “sei incapace, non hai voglia, tutte le mamme hanno il latte, basta che ci metti impegno …” non fa che peggiorare la situazione. Non tutte le madri riescono a produrre latte come non tutte riescono a concepire … per caso si pensa che il figlio in provetta sia meglio del figlio naturale? Qualche pazzo lo ha anche detto, ma la moltitudine non ci pensa neppure. Per concludere non credo sia necessario raccogliere firme davanti alle maternità in favore dell’allattamento al seno né fare campagne su campagne pubblicitarie pro latte materno ( vedi la famosa modella … ), qualsiasi donna che vuole avere un figlio lo sa già. Sono d’accordo anch’io che servono figure professionali che sostengano psicologicamente TUTTE le madri ( e i padri) nel difficile ruolo di genitore nel rispetto delle singole storie senza mitizzarne alcune e demonizzarne altre.

    1. Stefania Battaglia ha detto:

      Rispondo punto per punto, spero di non dimenticare nulla. Da ostetrica, posso affermare quanto segue:
      – donne che non vogliono allattare ce ne sono in quantita’ e purtroppo ne ho conosciute parecchie
      – l’esistenza delle balie era dovuta a due ragioni nello specifico: in primis, all’alta mortalita’ femminile legata al parto, e in secundis al desiderio delle donne nobili di non rovinarsi il seno (Antica Grecia,, ad esempio). La scarsa produzione di latte non era nemmeno considerata possibile
      – l’ipogalattia, cioe’ la scarsa produzione di latte, e’ una malattia che si puo’ diagnosticare dopo almeno 40 giorni di allattamento al seno esclusivo, a richiesta, senza utilizzo di ciucci, tettarelle o biberon (cosi’ come la sterilita’ e’ l’incapacita’ di procreare dopo almeno 12 mesi di rapporti non protetti). Qualsiasi altra “diagnosi” piu’ precoce non e’ realistica, cosi come non lo sarebbe quella di infertilita’ dopo un tempo di tentativi inferiore all’anno. Il tasso di questa malattia e’ di gran lunga inferiore a cio’ che si pensa normalmente.
      – nessuno, nella mia esperienza, si e’ mai permesso di dire ad una madre che e’ una cattiva madre perche’ ha poco latte. Ho trovato molto piu’ frequente la frase “ma cosa stai a faticare? Sei stanca, ciuccia sempre e lo vizi! Dagli un biberon e vedrai che dorme” oppure “e’ sempre attaccato, hai un latte cattivo, dagli quello artificiale che poi sta sazio e sai quanto mangia” e via dicendo.
      -Termino dicendo che siamo uno dei paesi al mondo con il minor tasso di allattamento al seno, diabete ed obesita’ infantili dilagano cosi’ pure come il tumore della mammella, per non parlare di poverta’ e disoccupazine: credo quindiche promuovere e sponsorizzare l’allattamento al seno sia assolutamente fondamentale, cosi’ come quellp di cancellare messaggi che possano farlo apparire come impossibile. Tutte le volte che apriamo gli occhi e vediamo, non ci meravigliamo (seppur esistano persone ipovedenti), perche’ non ci fidiamo del seno e della sua capacita’ di produrre latte? In piu’, per cio’ che riguarda i messaggi pubblicitari dei latti in formula, l’italia ha aderito alla legge che vieta la promozione dei sostituti del latte materno…per questo motivo appaiono meno accattivanti, seppur sempre troppo a mio parere.
      – Tutto questo, come sempre, non prescinde dall’accoglienza che ogni donna deve ricevere, indipendentemente dalle scelte che fa (non tutte le donne sanno cosa significhi allattare, come lei sostiene…la maggior parte ha una visione molto serena e poco faticosa dell’allattamento al seno e non immagina che piccoli passi falsi, come ciucci o allattamento ad orari, possano far fallire tutto l’allattamento). Informazioni adeguate gia’ dalla gravidanza possono essere d’aiito nella crostruzione di una scelta consapevole.

      1. Valentina Piccini ha detto:

        Ciao Stefania,
        risposte come la tua sono sempre le benvenute, poichè fondate sull’esperienza e lo studio.
        Come dici tu, però, bisogna accogliere le decisioni di ogni mamma; perciò, dato che il nostro sito ha sempre promosso l’allattamento al seno così come quasi tutti i siti di “mamme”, permettimi anche di dire che lo stesso sostegno va fornito a chi sceglie di non allattare o per qualsiasi motivo non può farlo. E’ la mia misera opinione, quella di una tre volte mamma che per tre volte ha allattato, ma che ritiene che l’essere una brava mamma si misuri da altri parametri e non da questo tipo di scelte.
        Grazie mille per il tuo intervento!

        Ps: una curiosità personale a cui sicuramente tu sai rispondere… Poichè l’organismo della mamma produce il latte più adatto per il proprio figlio, tecnicamente chi è ricorso alla balia gli ha fatto un danno?

  9. Stefania Battaglia ha detto:

    Grazie per il gentilissimo commento, concordo su ogni punto. Credo che tutto nella maternita’ si debba basare sulla scelta consapevole della coppia riguardo al proprio bambino. Per sussistere, una scelta consapevole ha bisogno di due ingredienti: il rispetto per permettere la scelta (qualunque sua) e le informazioni, su cui si fonda la consapevolezza. I miei commenti non desideravano contestare la scelta di non allattare, ma tutte quelle cattive pratiche, di sanitari e non, che costringono chi vuole allattare a non riuscirci.
    Riguardo alla domanda sulle balie, rispondo riferendomi a quanto detto da Unicef e OMS: se l’allattamento al seno materno e’ impossibile cosi’ come l’utilizzo del tiralatte, la prima scelta rimane il latte umano donato e solo, per ultimo, ci si puo’ rivolgere ad una alimentazione con latti in formula. In sostanza, in quanto ad odore, sapore, fattori immunitari e della crescita, il latte materno e’ assolutamente perfetto per il bambino, che “se lo crea” mentre e’ nella pancia della sua mamma. Ma in mancanza di questo, il latte umano, con la sua caratteristica specie-specificita’, rimane in assoluto preferibile rispetto a quello artificiale.
    Grazie per la possibilita’ che mi avete dato di esprimere le mie opinioni!
    Stefania

  10. fraga ha detto:

    A distanza di quasi un anno la domanda che mi sorge spontanea è: le foto della Riccobono hanno susciato il medesimo scalpore della tua?! Le sue affermazioni avrebbero dovuto suscitare scalpore.
    Nel merito. Ho allattato due volte per sei mesi, ho poi smesso per varie ragioni tra le quali rientro al lavoro, altre necessità alimentari dei miei pupi che avrebbero mangiato un bisonte già a quell’età e mi mordevano i capezzoli, l’idea che avrei potuto dar loro coccole e attenzione in altro modo…eppoi la mia convinzione, non del tutto infondata forse, che non sia del tutto sano per un bambino rimanere legato alla propria mamma per tanto tempo, inevitabilmente si creano dipendenza e/o un legame insano. A tre anni il bambino ha bisogno di altro, secondo me. Comunque, ogni caso è a sè ma la mia domanda è come mai pediatri, ostetriche, puericultrici e psicologi consigliano l’allattamento, ritenuto utile, solo fino all’anno?

    1. Valentina Piccini ha detto:

      In realtà l’allatamento (non esclusivo, ovvio) è consigliato dall’OMS fino ai due anni di età. Poi io la penso come te, non allatterei mai mio figlio così a lungo perchè a quel punto non è più una questione di nutrimento, ma di appagamento (molto più della madre, secondo me). Ma ogni visione va rispettata, quando non nuoce alla libertà altrui.

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