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Un figlio, il lavoro, la vita complicata ma felice: ciao 2016!

Un figlio, tantissimo lavoro, l’ennesimo trasloco (e presto un altro): un 2016 impegnativo che saluto però con tanta gioia!

Questo 2016 sarà ricordato per tante cose brutte successe nel mondo, ma a livello personale non potrò che ricordarlo con piacere. Questo anno bisestile – come gli ultimi tre anni bisestili, o se volete riferiamoci alle Olimpiadi – mi ha regalato per la terza volta consecutiva un figlio, il mio primo maschietto (sì, ora basta)!

Ricordo che la fine del 2015 è stata molto particolare: avevo scoperto da poco di aspettare Gregorio e aspettavo quell’istinto materno che non ne voleva sapere di arrivare. Ero molto proccupata perchè insomma, già tre figli sono tanti, ma quattro… Pensavo che non ce l’avrei fatta, che ne avrebbero fatto le spese le mie bimbe a livello di attenzione e tempo, ma soprattutto il lavoro. Insomma, le cose stavano andando per il verso giusto e io mi sarei dovuta fermare di nuovo per qualche mese.

E poi, il trasloco. l’ennesimo trasloco della mia vita in una casa che pensavamo fosse per sempre, ma che in realtà con la sorpresa della gravidanza sapevamo essere troppo piccola per la famiglia che si allargava ancora prima di andarci.

Insomma, il 2016 si prospettava faticoso e così è stato, in effetti. Ma ha portato tante, tantissime emozioni!

Ho affrontato il trasloco con il pancione di sei mesi – documentandovi tutta la gravidanza anche sul blog di Mustela – (il costruttore ci ha consegnato casa “leggermente” in ritardo) e ancora oggi ci sono cose rimaste a metà e scatoloni da sistemare. E rispetto a come me la ero immaginata, più in ordine con le bimbe già cresciute, con i grandi armadi a vista ben divisi e organizzati, la mia scrivania piazzata in una stanza tutta per me… E’ completamente diversa!papa-figlio-maschio

Sulla scrivania campeggia un fasciatoio improvvisato (non ci sarebbe spazio da nessun’altra parte), circondato da cesti con pannolini, salviette, cremine per il cambio, la nostra acqua detergente senza risciacquo, il nostro profumino Musti con cui cospargo me stessa e Gregorio prima di uscire. Le tre sezioni dell’armadio, una per ogni bimba, sono state “riorganizzate” – diciamo così – per far spazio alle sue cose, ai mille body che non bastano mai, a magliette e bavaglini che sembrano sparire magicamente tutti insieme per popi risorgere dall’asciugatrice. La sala, che avevamo immaginata “pulita” e sgombra di suppellettili, è invasa da una palestrina super colorata e dal girello rumoroso, mentre tra i nostri sgabelli in stile industrial campeggia il seggiolone da cui Greg lancia manciate di pastina.

E il lavoro? Beh, in realtà mi sono fermata in tutto forse due settimane tra parto e post parto e come per magia Greg ha portato con sè tanto lavoro in più, sempre perchè i bambini portano solo cose belle. Ho partorito in un posto fantastico con persone che sono diventate “di famiglia”, così come i ragazzi del reality “Coppie in Attesa” che ha seguito tutta la mia gravidanza.

Poi vogliamo parlare dello scandalo della foto sull’allattamento, che mi ha portato ad un mese di gogna mediatica?villa-barchetta-homeaway-marche

In tutto questo non sono mancati momenti solo per la famiglia, per le mie bimbe, per Gregorio, per i bimbi di Andrea, ma anche solo per me e lui, perchè alla base di una famiglia felice (a maggior ragione se allargata) ci sono due persone che si amano e che vanno avanti insieme, nella gioia così come elle difficoltà.

Insomma, lascio questo 2016 con un pizzico di malinconia, sperando in un 2017 altrettanto bello e ricco di soddisfazioni… Ma basta figli! Sperando di avervi qui con me per ancora tanto, tantissimo tempo:)

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